LE GROTTE DI CASTELLANA

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Le Grotte di Castellana in Puglia, scoperte da Franco Anelli nel 1938, sono il complesso speleologico più conosciuto d'Italia e costituiscono uno dei principali itinerari turistici della Puglia. Le grotte comprendono cinque cavità (Grotta Nera, Salone delle Statue, Sala della Civetta, Sala dell'Altare, Grotta Bianca) e sono collegate da cunicoli e corridoi, naturali e artificiali, in un percorso lungo circa tre chilometri, e raggiungono una profondità massima di 122 metri dalla superficie. La temperatura dei locali interni è di circa 16,5°C.
È uno degli aspetti più suggestivi dei fenomeni carsici pugliesi. La prima grotta del sistema carsico delle Grotte di Castellana e l'unica comunicante con l'esterno è la Grave: un grandioso pantheon naturale lungo cento metri, largo cinquanta e profondo sessanta.
Dalla tomba inizia il percorso di visita nelle Grotte di Castellana che presentano, in tutta la loro estensione, sia nel percorso turistico che nelle diramazioni secondarie, una molteplicità di dimensioni, forme e stili. Le grandi caverne sono seguite da grandi gallerie, queste da stretti e alti burroni che si aprono in nuove caverne e altre gallerie. Questa successione è spesso interrotta dalle brusche riduzioni della sezione di angusti meandri e piccole strettoie.
Infine, le numerose e profonde voragini che si incontrano lungo il percorso indicano le vie attraverso le quali il torrente che ha scavato le grotte ha intrapreso la ricerca della sua meta ultima, il raggiungimento del livello del mare. La ricchezza delle forme, tipica del Barocco, unita alla tensione ascendente del Gotico, spesso si affiancano in un unico antro o si rincorrono in scenari che l'artista più fantasioso avrebbe faticato a immaginare e a far coesistere in un unica armonia.
Al termine del percorso sotterraneo e a circa millecinquecento metri dalla Grave, un piccolo portale scavato in un'imponente parete di alabastro immette nell'ultima e più bella grotta delle Grotte di Castellana: la Grotta Bianca, definita per il suo candore la “più splendida cavità del mondo”; elegante e maestoso, che affascina per la ricchezza e il candore dell'alabastro. Uno spettacolo davvero imperdibile.
Le Grotte di Castellana sono abitate da diverse specie animali. Innanzitutto ricordiamo Italodytes stammeri, un coleottero cieco, del gruppo dei carabidi, lungo circa mezzo centimetro, con elitre brunastre, ovali pallide, con zampe sottili e molto allungate. Un altro animale presente nelle grotte è un ortottero cavernicolo, Troglophilus Andreinii, una specie di cavalletta dotata di lunghe antenne filiformi, che si può osservare completamente immobile sulle pareti o in lento movimento, pronta a balzare velocemente non appena si trova toccato. Sempre nel regno degli insetti ricordiamo alcuni singolarissimi ditteri parassiti sui pipistrelli: Nycteribosca africana e Nycteribosca Kollari. Tra i mammiferi presenti ci sono chirotteri o pipistrelli, le specie riconosciute o catturate vive negli ultimi anni sono: Miniopterus schreibersii, Myotis capaccinii, Myotis blithyii, Rhinolophus euryale, Rhinolophus ferrumequinum
Non si può invece parlare di vera flora nelle grotte. Le piante sono rappresentate da specie che amano gli ambienti naturali bui (piante omofile o sciafile) e da piante che prediligono l'umidità dell'aria e del substrato (piante igrofile) e sono rappresentate da felci, muschi, rari licheni, alcuni funghi saprofiti ma soprattutto da alghe e alcuni batteri.
Come arrivare:
In auto: 45 km da Bari
In autobus: 1.20 h (Ferrovie Sud Est)